TORINO. LEGA NORD INCONTRA MINISTRO KYENGE E RIBADISCE PROPRIO NO A IUS SOLI

Durante l’incontro avvenuto questa mattina tra il ministro dell’integrazione, Cecile Kyenge, e una delegazione della Lega Nord torinese, il Carroccio ha ribadito la propria posizione in riferimento allo ius soli. 

“Abbiamo dato al ministro – afferma Stefano Allasia, deputato leghista torinese – l’opportunità di conoscere le posizioni della Lega e presentarle uno spaccato della realtà torinese, forse a lei poco nota. La non volontà di integrazione non parte dagli Italiani, ma dagli immigrati stessi, aiutati da un’amministrazione cittadina ipocrita, che li agevola nell’inserimento delle graduatorie per case popolari ed asili nido. Per noi l’integrazione non va regalata con una legge ad hoc, ma ottenuta al termine di un percorso culturale e di conoscenza delle nostre tradizioni”. 

“La cittadinanza – prosegue Fabrizio Ricca, capogruppo del Carroccio in Sala Rossa – è un diritto che bisogna meritarsi e non va regalata. Ai bambini va insegnato a raggiungere

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i risultati e non la loro concessione gratuita. Ribadiamo che i minorenni, indipendentemente dall’essere cittadini o meno, godono della stessa tutela fino alla maggiore età, quindi le proposte che coinvolgono i bambini sono da considerarsi solo propagandistiche. Va sottolineato, poi, che degli 800 bambini chiamati ieri per la consegna della cittadinanza civica, solo 250 hanno risposto all’appello, dimostrando uno scarso interesse nei confronti dell’iniziativa”.“Nessuno Stato europeo – precisa inoltre Ricca – applica lo ius soli puro e  i Paesi che ne adottano forme più lievi hanno leggi che vincolano la cittadinanza ad altri requisiti fondamentali, oltre la nascita su un determinato suolo. Siamo soddisfatti della posizione del ministro sul reato di clandestinità, che, secondo quanto ci è stato detto, non verrà toccato”.

“La Lega – sottolinea Alessandro Benvenuto, segretario provinciale del Carroccio torinese – ha preteso l’impegno del ministro a non cancellare il reato di clandestinità, introdotto dal pacchetto sicurezza del 2009 dell’allora ministro dell’interno Maroni. Noi siamo a favore di un’integrazione che segua regole certe e precise. Su questo la Lega Nord ha le idee chiare da tempo e non cederà a compromessi. Proprio la Lega Nord, nel 2005, ha aperto nel difficile quartiere torinese di San Salvario, a forte immigrazione extracomunitaria, un ufficio rapporti sociali per dare un servizio a tutti”.

“Il percorso formativo che porta all’integrazione – conclude Roberto Carbonero, consigliere leghista in Comune a Torino – non deve essere univoco, ma deve adattarsi ad ogni singola realtà. Torino, ad esempio, è una Città tradizionalmente operaia, che nel corso dei decenni è stata interessata da diversi tipi di immigrazione. Non è possibile, ad oggi, pensare di creare una legge sulla cittadinanza o sull’integrazione che risulti valida per ogni parte del Paese. Ogni luogo ha la sua storia e non si può generalizzare”.