“Romano fuori dalle balle”

balle” “Romano fuori dalle balle”: con questo striscione, lungo 10 metri, appeso dal terzo piano del parcheggio dell’aeroporto di Torino Caselle, i Giovani Padani piemontesi hanno contestato oggi il presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi al suo arrivo a Torino Caselle, dove il premier era atteso per poi recarsi al Lingotto per la presentazione ufficiale della nuova “Cinquecento”.

“La visita lampo e blindatissima di Prodi a Torino – spiega Davide Cavallotto, coordinatore dei Giovani Padani del Piemonte – è l’ennesimo schiaffo in faccia alla gente che lavora e paga le tasse da parte di un governo statalista e centralista, che non ha i numeri per governare il paese ma continua a restare attaccato alle poltrone per paura di andare a nuove elezioni. I giovani Padani piemontesi contesteranno Prodi, invitandolo ad andare a casa, ogni volta che verrà in Piemonte. Sappiamo che la maggior parte della gente la pensa come noi, visto che nei nostri gazebo i moduli per raccogliere le firme per mandare a casa il governo Prodi si esauriscono in poche ore. I cittadini del Nord sono stufi: per i primi otto mesi dell’anno noi lavoriamo di fatto solo per mantenere i palazzi romani. Per non parlare degli studenti piemontesi, da sempre penalizzati e trattati come mucche da mungere. La finanziaria del 2007 ha previsto per ogni studente piemontese uno stanziamento di 9 euro, contro i 32 dei colleghi campani. La vera secessione – commenta Alessandro Benvenuto, coordinatore dei Giovani Padani della Provincia di Torino – è quella che sta compiendo Prodi, che sta dividendo il paese, tartassando il nord e distribuendo soldi a pioggia al sud. Ora basta. Questo esecutivo, novello ma distorto Robin Hood che toglie a chi lavora per dare a chi spreca, non ha alternative: deve andare a casa per indire subito nuove elezioni”.

“Prodi – rimarca Stefano Allasia, parlamentare del Carroccio e segretario provinciale della Lega Nord di Torino – somiglia sempre più a un re ormai in disgrazia, cui i suoi stessi gerarchi hanno tolto la corona, pronti ad acclamare il sindaco di Paperopoli, e che non gode di alcuna fiducia neppure da parte del popolo. E’ emblematico che Prodi abbia scelto una visita torinese così blindata, forse per evitare i fischi che sicuramente gli avrebbe rivolto la cittadinanza torinese, decidendo di assistire all’anteprima della Cinquecento dalla bolla del Lingotto, in forma pressoché privata, e non nella più popolare festa sul Po. Ciò stride ancora di più con la grande convention che, solo una settimana fa, è stata organizzata per incoronare Veltroni”.

“La contestazione a Prodi – precisa e conclude Benvenuto – nulla ha a che fare con la grande festa della Fiat. Auguriamo alla nuova “Cinquecento” il successo che merita e speriamo che la casa automobilistica torinese continui ad andare a gonfie vele, decidendo magari così di non delocalizzare più fuori dal Piemonte”.