Proposta di legge 63: Disciplina delle attività di tatuaggi, piercing, trucco permanente e semi-permanente nonché delle pratiche correlate. Obblighi pre e post esecuzione. Rischi e prevenzione.

Ecco una breve relazione della proposta di legge che ho presentato su una pratica sempre più diffusa. Unico obiettivo: concretezza e sicurezza per chi si sottopone a piercing e tatuaggi.

In Italia il Consiglio Superiore di Sanità ha emanato già nel 1998 specifiche linee guida per l’esecuzione delle procedure di tatuaggio e piercing in condizioni di sicurezza ma ad esse non è seguita una Legge nazionale che disciplini le attività.
In ragione della crescente diffusione delle tecniche di ornamento del corpo nonchè dei rischi diretti e indiretti per la salute ad esse connessi, al fine di tutelare i soggetti che vi si sottopongono e gli stessi operatori, la Regione Piemonte intende intervenire per disciplinare lo svolgimento delle procedure di tatuaggio, piercing, trucco permanente e semi-permanente.
Il principale e fondamentale scopo di tutela della salute suggerisce di istituire un database regionale, gestito dall’Assessorato alla Sanità, cui i tatuatori e piercers in possesso dei requisiti soggettivi e oggettivi richiesti dalla Legge Regionale (aver frequentato la scuola dell’obbligo, avere compiuto il 18esimo anno di età, essere in possesso di un attestato di frequenza di opportuni corsi utili all’esercizio di tale attività, esercitare tale attività in locali a norma di legge,…)  si possono iscrivere così ottenendo un attestato da esporre nell’esercizio.
Gli utenti potranno verificare direttamente sul sito dell’Assessorato gli esercenti iscritti o riconoscere attraverso l’affissione dell’attestato la regolarità delle condizioni igienico-sanitarie. Non si tratta di istituire un albo o registro per la categoria, ma si tratta di fornire all’utenza, a sua salvaguardia, la possibilità di rivolgersi alle strutture che abbiano, per così dire, chiesto con l’iscrizione al database una sorta di “bollino verde” per la qualità dei servizi offerti.
La legge prevede inoltre l’obbligatoria frequenza di corsi di formazione finalizzati ad acquisire adeguate conoscenze tecnico-professionali sotto i profili igienico-sanitari e di prevenzione.
La Legge prevede che il titolare dell’esercizio informi il cliente in modo esaustivo, anche attraverso documentazione informativa fornita del servizio sanitario regionale, sui potenziali rischi per la salute derivanti dalla pratica cui intenda sottoporsi. Diventa obbligatorio far compilare e sottoscrivere al cliente le schede per il consenso informato che andranno conservate, a cura dell’esercente, per dieci anni.”

Attualmente la proposta è stata assegnata alla IV Commissione (Sanità) che sta procedendo alle consultazione delle parti interessate.

Seguiranno aggiornamenti.