IMMIGRAZIONE E ACCOGLIENZA: SERVONO REGOLE.

In questo momento così economicamente delicato è ora di porre un freno all’accoglienza “senza se e senza ma”. E in Canavese la speculazione spacciata per accoglienza ha generato numeri che sono davvero insostenibili, come i sindaci del territorio hanno avuto modo di ribadire anche al prefetto di Torino. Del resto, la stessa prefettura aveva ipotizzato dei tetti da non superare in base al numero degli abitanti dei Comuni ospitanti ma le buone intenzioni, alla fine, sono state messe da parte in nome del business. Ci sono realtà nelle zone di montagna del Canavese, come nelle Valli di Lanzo, in cui il numero dei profughi ospitati è vicino a quello degli effettivi residenti. Questo perchè le regole sono state aggirate. Non ho dubbi ci siano cooperative ed enti che lavorano con attenzione sul tema migranti, ma è altrettanto chiaro che molte altre sono attività nate unicamente per sfruttare i guadagni legati a questa invasione di disperati. Per questo motivo è venuto il momento di avviare una serie di controlli su queste attività con sanzioni esemplari per chi lucra su questa presunta emergenza. Anche di recente abbiamo chiesto alle istituzioni un impegno che andasse in questa direzione: non si è mosso nulla. Per questo è il momento di voltare pagina.