BENVENUTO (LNP): «Il mercato di viale Buridani continua ad essere insicuro per gli utenti e per gli stessi commercianti. L’amministrazione comunale non può continuare a fare finta di nulla»

«La stato di salute del mercato rionale del sabato di viale Buridani – commenta il segretario provinciale della Lega Nord e consigliere comunale di Venaria, Alessandro Benvenuto – continua ad essere grave. Nonostante le ripetute promesse dei diversi assessori al Commercio e ai Lavori Pubblici succedutisi durante questi anni, la situazione non è migliorata bensì è peggiorata.

Venaria Reale non può continuare ad avere il più importante mercato di tutta la settimana in quell’asse che, seppur molto vicino a via Mensa e quindi alla Reggia, non è affatto sicuro.

In prima istanza, se una persona dovesse mai essere colta da malore, l’ambulanza non ha libertà d’azione in quanto su tutto l’asse non sono presenti vie di fuga, eccezion fatta per gli incroci con le vie che intersecano il viale stesso.

In passato, molte volte i mezzi di soccorso hanno dovuto compiere dei veri miracoli per giungere in tempi celeri sul posto, complice la viabilità a dir poco assurda.

La ristrettezza dell’area, inoltre – soprattutto nel tratto compreso tra la piazza Martiri della Libertà e l’incrocio con i corsi Papa Giovanni e Matteotti – aumentano il pericolo di scippi e di altri atti criminosi.

Quest’ultima situazione potrebbe essere migliorata con la presenza fissa di due vigili per tutte le ore così dette “calde” del mercato, ovvero dalle 8 alle 13.

A questo, purtroppo, devono aggiungersi i problemi degli stessi ambulanti, che da tempo richiedono una zona adeguata alle loro esigenze, con i servizi igienici, parcheggi sicuri per i loro mezzi, prese elettriche funzionanti e quant’altro possa servire loro per poter lavorare in modo decente.

Purtroppo l’amministrazione comunale da troppo tempo ha promesso loro una nuova area mercatale, avveniristica e sicura. Ad oggi sono solo parole: è ora che dalle parole si passi ai fatti. Gli ambulanti e gli stessi utenti devono essere tutelati, senza se e senza ma».