BENVENUTO (LNP): «Aves Toro: la visita del presidente Roberto Cota al Gruppo Squadroni Aviazione dimostra quanto la Regione abbia a cuore la difesa del territorio»

«La visita del presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, di martedì pomeriggio alla base militare del 34° Gruppo Squadroni Aviazione “Aves Toro” di via Don Sapino da Venaria – commenta il segretario provinciale della Lega Nord e consigliere comunale di Venaria, Alessandro Benvenuto – effettuata assieme all’assessore regionale al Lavoro, Claudia Porchietto, dimostra quanto la Regione abbia a cuore la difesa del territorio.
Le parole dette dal governatore Cota a margine della visita fanno ben sperare per il futuro di questo Battaglione che, per colpa della spending review e delle decisioni prese dal Governo Monti, con molta probabilità verrà soppresso.
La Lega e la Regione Piemonte si batteranno in ogni sede per difendere questa importante sede strategica militare, utile soprattutto in caso di calamità naturali – come avvenuto in occasione di tutte le alluvioni che negli anni ’90 e ad inizio nuovo secolo hanno caratterizzato il nostro Piemonte – e per evitare le ripercussioni che potrebbe avere sulle famiglie di questi 180 lavoratori».

«La visita del presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, di martedì pomeriggio alla base militare del 34° Gruppo Squadroni Aviazione “Aves Toro” di via Don Sapino da Venaria – commenta il segretario provinciale della Lega Nord e consigliere comunale di Venaria, Alessandro Benvenuto – effettuata assieme all’assessore regionale al Lavoro, Claudia Porchietto, dimostra quanto la Regione abbia a cuore la difesa del territorio.Le parole dette dal governatore Cota a margine della visita fanno ben sperare per il futuro di questo Battaglione che, per colpa della spending review e delle decisioni prese dal Governo Monti, con molta probabilità verrà soppresso.La Lega e la Regione Piemonte si batteranno in ogni sede per difendere questa importante sede strategica militare, utile soprattutto in caso di calamità naturali – come avvenuto in occasione di tutte le alluvioni che negli anni ’90 e ad inizio nuovo secolo hanno caratterizzato il nostro Piemonte – e per evitare le ripercussioni che potrebbe avere sulle famiglie di questi 180 lavoratori».