Alessandro Benvenuto (Lega Nord – Giovani Padani): “Continueremo lungo la nostra strada”.

Questo pomeriggio è stata recapitata presso la sede principale della Lega Nord di Via Poggio a Torino una busta contenente un proiettile e una lettera di minacce rivolte all’On. Stefano Allasia, segretario provinciale della Lega Nord di Torino, a Mario Carossa, capogruppo del Carroccio al Comune di Torino, al consigliere comunale Antonello Angeleri e al coordinatore provinciale del Movimento Giovani Padani e Segretario cittadino della Lega Nord di Venaria, Alessandro Benvenuto.
Nella lettera si intimavano i suddetti esponenti a non organizzare più iniziative volte allo sgombero dei centri sociali.
“Ci battiamo per la libertà e la democrazia: queste minacce non ci intimidiscono ma sono solamente una spinta in più per farci andare avanti sulla strada che stiamo percorrendo. Le nostre iniziative evidentemente, vista l’aggressione subita in piazza Castello e tenendo conto di quest’ultimo episodio, danno fastidio perché la Lega non fa demagogia ma azioni concrete”: commenta così quanto avvenuto il segretario cittadino della Lega Nord di Venaria, Alessandro Benvenuto.

“La sinistra torinese, che ha sempre difeso e tutelato in vario modo i centri sociali, si metta una mano sulla coscienza e soprattutto contribuisca a fermare questa escalation, che non deve riportarci agli anni in cui si usava la violenza nella lotta politica” – aggiunge Benvenuto. “Anche nella nostra Venaria ci sono state moltissime intimidazioni contro il nostro Movimento. Potrei partire dalle scritte sulla nostra bacheca, il lancio di oggetti contro il nostro gazebo la scorsa primavera, le scritte sui muri durante la nostra festa. Noi sicuramente non ci fermeremo e pensiamo alle future campagne elettorali, anche sul territorio Venariese; con l’occasione lancio un messaggio a tutte le persone che, in questi giorni, mi hanno espresso solidarietà: Mi candiderò, senza dubbi, al consiglio comunale di Venaria per dare una svolta giovane alla mia città” conclude Benvenuto.